IT – Il suo vero aspetto da ragno con IA
Di recente ho avuto la voglia di rileggere IT, il romanzo di Stephen King che ha sdoganato la coulrofobia (la paura dei pagliacci). IT è unanimente considerato una delle opere più brillanti di King, un romanzo di formazione che, a dispetto del suo elevato numero di pagine, ti ingloba in un mondo misterioso e terribile, dominato dalla figura del pagliaccio Pennywise, entità malvagia mangiatrice di bambini che vive nelle profondità della città di Derry, nel Maine. Città fittizzia ma crocevia di molte storie di Stephen King, nominata anche in Insomnia, L’acchiappasogni e altre opere.
La struttura narrativa delle opere di King è ambiantata in un Macroverso, un espediente letterario che connette i libri tra loro attraverso la presenza di personaggi condivisi o fatti specifici. Prima del Multiverso della Marvel c’era il Macroverso di King.
IT il pagliaccio è antagonista della storia e la sua rappresentazione in altre opere massmediali (serie tv del 1990 e film del 2017) è stata piu o meno soddisfacente, sopratutto nella sua ultima forma piu terribile: il ragno gigante.
Ci hanno provato negli anni ’90 a dargli una forma ragnesca genuina, ma il risultato finale era ed è ancora molto pacchiano. King descrive bene nel libro l’orrore che la sua forma incuteva ai protagonisti, mostruosa e fetida, minacciosa e orribile. Il finale del libro è lungo oltre duecento pagine e condensa una battaglia a l’ultimo sangue tra i “Perdenti” e la creatura. La mini serie tv cercava sbrigativamente di arrivare al sodo, con l’uccisione del ragno, tradendo tutto lo spirito del libro.
Rileggere da adulto quelle 200 pagine significa fare un viaggio del tutto nuovo su di uno dei migliori epiloghi di sempre. I Perdenti sono umani e si trovano a doversi scontrare con un’entità reale, omicida e mostruosa, ma anche eterna, pura essenza di male universale, pari al bene (la tartaruga gigante) e inferiore solo a L’Altro, nel libro non descritto ma solo percepito come osservatore e creatore universale. Il rito di Chud non pervenuto.
Nel film del 2017 di Andy Muschietti tale rito viene rappresentato maldestramente, ma non gli viene dedicata la giusta importanza. Si basti pensare che il Chud permise ai primi sperimentatori di tale viaggio mistico di comprendere da dove viene It. L’entità giunse sulla terrà con l’esteroide che uccise i dinosauri e il cratere formatosi nelle profondità della terrà diventò la sua tana. In superficie nacque nel tempo la città di Derry, estensione oscura della sua essenza, terra di caccia per secoli.
Sul finale del libro, e delle due pellicole, It si manifesta ai Perdenti come un Ragno colossale femmina. Nera e fetida, della stessa puzza delle fogne dei Barren (luogo della tana di IT), gravida e feroce. Nella mente è stato sempre difficile raffigurare IT in questa forma, poichè come Shelob de Il Signore degli Anelli, è furba e intelligente. Si connette telepaticamente con Bill e Richie prima minacciandoli, poi cercando di corromperli e poi supplicandoli di rispermiarle la vita. Vive in una cavità dall’alto soffitto da cui pendono i bozzoli delle sue vittime (alcune ancora in vita) e, a mezz’aria, una grossa ragnatela nera sovrasta ogni cosa. I Perdenti difronte a questo scenario si raggelano, in un buio così nero da non vedere quasi nulla.
Estrapolando la descrizione di It dal libro ho chiesto a Chat GPT di rappresentare il più fedelmente possibile la sua forma:
Un ragno enorme, quasi delle dimensioni di un elefante, le sue zampe sono lunghe, potenti e dotate di artigli spessi, che lo rendono un essere minaccioso. Ha un corpo massiccio e corazzato, che gli conferisce un aspetto spaventoso e insormontabile. Un ragno con un aspetto spietato, cattivo e spaventoso, in grado di evocare terrore in chi lo incontra.
Il risultato (ed era come me lo sono sempre immaginato):




