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Zoolander 2 – Storia di un cult e Full Trailer

Era il lontano 28 settembre del 2001 quando nelle sale cinematografiche americane sbarcava il sottovalutato Zoolander di Ben Stiller. Floppò senza troppi complimenti, incassando a malapena il doppio (45 milioni di dollari) del suo budget di produzione dichiarato (28 milioni di dollari). In america avevano tutti perso la voglia di ridere già da due settimane (in seguito agli attentati delle torri gemelle) e di certo un film scanzonato e stupido come Zoolander avrebbe solo aggiunto sale sulle ferite. Quando non c’è proprio nulla che giustifichi una risata, è meglio stare a casa in veranda a bersi un bicchiere di vino piuttosto che sorbirsi 90 minuti di comicità nel buio di una sala cinematografica.

E così, non per sua colpa, Zoolander divenne un film tristemente snobbato sia in patria che all’estero, dove racimolò 15 milioni di dollari prima di terminare la sua corsa al botteghino. Ma qualcosa si mosse nei mesi successivi grazie alla distribuzione home video di VHS e DVD, con una impennata di vendite e noleggi che diffusero quasi viralmente le gesta ignoranti del modello più “bello bello in modo assurdo” della storia del cinema.  La gente forse cercava la cura all’oppressione mentale del terrorismo e, smaltita la paura, tornò a voler ridere sul divano con la propria famiglia grazie proprio ad una pellicola che ti catapultava in una realtà talmente idiota che poteva essere apprezzata anche con una bassa attività cerebrale. Di Relax!


zoolanderOggi Zoolander è un film cult, le cui battute sono talmente conosciute da entrare a pieno titolo nella cultura popolare. Orange Mocha Frappuccino!, Belli belli in modo assurdo!, L’idratazione è l’essenza della bellezza!, Fare lo shamano!, Sfilata a due, Magnum sono solo alcune delle numerose espressioni che si possono sentire nella vita vera e che, se citate, vengono facilmente colte da qualsiasi amico seduto ad un qualsiasi tavolo da bar. Zoolander piace perchè è un film meno stupido di quel che sembra, la cui sottile comicità tende a stimolare la riflessione sul valore della nostra smania di apparire, mascherando spesso delle fragilità che non siamo intenzionati a svelare facilmente al primo approccio con gli altri.

Come Derek siamo animali sociali, abbiamo molti amici, ma sentiamo inevitabilmente una punta di solitudine per la paura che forse quel che sembriamo sia solo un personaggio che ci siamo costruiti per celare la nostra vera natura. Derek nel film si accorge che c’è qualcosa di distorto nel suo essere un modello, che c’è qualcosa in più che può ricercare nella vita e che non sarà indolore arrivare ad un cambiamento,  prendendo magari spunto dalla schietta genuinità del suo rivale Hansel, sulla cresta dell’onda proprio perchè menefreghista di ogni canone della moda che lo voglia imprigionare in una realtà a cui sente di non appartenere. Sono due completi imbecilli, ma che offrono una chiave di interpretazione (e immedesimazione) del film di stampo bi-polare e contrastante. Io mi sono sentito sempre più Hansel, anche perchè si sa che Hansel va un casino quest’anno. La pellicola di Stiller gode senza dubbio del plus fornito da tutte le comparsate vippare disseminate qua e là. Billy Zane, Gwen Stefani, David Bowie, Lil’ Kim, Winona Rider sono solo alcuni.

zoolanderE Mugatu? Come dimenticarsi di Giacobin Mugatu, il rancoroso inventore della cravatta a tastiera che sfrutta Derek per i suoi loschi raggiri. Anche se inserito in un contesto ridicolo, è la voce della ragione, l’unico che denuncia la stupidità che nessuno (tranne noi spettatori) vede, sostenendo con lapalissiana schiettezza che le facce da copertina di Zoolander (Magnum, Ferrari, Le Tigre, Blue Steel) sono tutte identiche e di immotivato successo. Quando Derek sostiene che il centro Derek Zoolander – Per bambini che non sanno leggere bene è un centro per formiche, Mugatu è l’unico che controbatte sostenendo che quello era solo una modellino in scala. Dunque noi spettatori siamo Mugatu, siamo il raziocinio in un film di ignoranti, probabilmente incompresi e soli perchè circondati dalla stupidità. Una giusta metafora della vita (soprattutto lavorativa) a cui molti di noi sono condannati .

Accogliamo dunque il ritorno trionfante del dinamico duo più stupido degli ultimi quindici anni con il primissimo trailer di Zoolander 2 (girato a Roma tra le altre cose).