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The Walking Dead risorge

media_26c757d0-7614-11e5-a25d-95f81cdc5bb7Dopo due puntate decisamente interessanti, The Walking Dead sembra si sia buttato alle spalle il verboso passato fatto di grandi discorsi e poca azione. Finalmente i produttori hanno deciso fin da subito di spingere l’accelleratore sull’intrattenimento, riprendendo da dove eravamo rimasti col termine della quinta stagione. Rick e soci nella prima puntata devono fare i conti con l’inaspettata minaccia rappresentata da una moltitudine di zombi rimasti imprigionati in una vallata non troppo distante da Alexandria, la ridente comunità in cui i nostri eroi cercano di ricostruire una normale società civilizzata. Ecco allora l’idea del gruppo di liberare l’orda e guidarla come una mandria di buoi lontano dalle mura dalle città. Il primo episodio scorre senza intoppi, alternando due piani temporali differenti: il presente (a colori) e il passato (in bianco e nero). Ci piacciono queste novità, perchè non se ne vedevano da tempo e la noia aveva iniziato a narcotizzarci episodio dopo episodio.

La seconda puntata solitamente tradiva l’impatto dell’episodio di inizio stagione; i toni si abassavano e si introducevano i classici meccanismi tra personaggi che di li a poche puntate avrebbero condannato le nostre palle all’effettiva rottura. Previsione grazie a Dio disillusa dal secondo episodio di stagione JSS, in cui assistiamo alla mattanza che i sottovalutati Wolves fanno, irrompendo ad Alexandria mentre Rick, Glen, Daryl e altri sono occupati a guidare l’orda. Capiamo finalmente l’origine del suono che al termine del primo episodio aveva deviato la coda della “mandria zombesca”, dirottandola fuori dal previsto tracciato. E’ il clacson di un camion che i Wolves schiantano contro le mura della città, creando un danno di non poco conto.

Nel casino generale gli invasori non ci vanno leggeri e ammazzano chiunque gli capiti a tiro a colpi di Machete, sparpagliando pezzi di braccia e gambe per tutto il selciato. L’episodio non ci presenta psicologicamente i personaggi ma semina alcune briciole che ci fanno sospettare qualcosa. Sembra infatti che Morgan e i Wolves si conoscano e abbiano precedentemente avuto un qualche tipo di rapporto. Sul finale alcuni di loro verranno gentilmente invitati alla fuga proprio dal “nero col bastone”, quasi come se quest’ultimo volesse salvare loro la vita da una Carol francamente ritornata ai vecchi fasti in assetto Assassin’s Creed.

5623e18e1400002b003c87d4Tutto corretto, però ci chiediamo come siano riusciti ad entrare i Wolves in città. Alcune teorie serpeggiano in rete e riguardano Enid, la silenziosa amichetta di Carl. L’episodio infatti si apre con la storia della ragazza, testimone della morte dei propri genitori avvenuta per mano di alcuni zombie. E mentre il non-morto mangiava pezzetti della gola del padre, Enid era li che osservava traumatizzata. Ha vagato per giorni, divorato tartarughe ancora vive e scritto un po dappertutto la strana sigla JSS, ovvero Just Survive Somehow (sopravvivere in qualunque modo). Quando i Wolves accedono alla città lei è l’unica che sembra non spaventata e intenta a lasciare la città con un’insolita freddezza. Alcuni ester eggs nella quinta stagione potrebbero avallare questa teoria, come quando Carl prende in mano un fumetto appartenente ad Enid e che nel retro reca l’enigmatica scritta Wolf Fight. Sarà complice dell’omicidio brutale di parte della popolazione di Alexandria? E Carl è davvero tanto sfigato da innamorarsi per la prima volta di una dal passato tanto oscuro? Una cosa è certa, le premesse ci sono tutte per un ritorno di The Walking Dead a serie di qualità, quella che per inciso mi aveva convinto a seguirne le gesta.