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The Walking Dead – Finale di stagione [Spoiler]

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E allora ditelo che ci prendete per il culo o voi che sceneggiate The Walking Dead. Finale di stagione inutile e denso di aspettative tradite, capolinea annuale di un serial su cui ancora non smetto di avere fiducia. Dal modo in cui si è conclusa la quarta serie si capisce benissimo che lo show è morto, tanto è privo di logica. La conclusione dell’episodio (e dalla stagione) è quanto di più fastidioso ci possa essere, e per vederne il seguito si dovrà attendere OTTOBRE 2014. A questo punto l’evidenza è sotto gli occhi di tutti: non c’è più una trama che guida le azioni dei protagonisti ma solo azioni senza senso tanto per far riempimento.

Condita con flashback che riportano alla mente i momenti felici vissuti nel carcere, Rick si ritrova a vagare per i boschi con Carl e Michonne. Sorpresi di notte dal gruppo di malviventi che si trascinava dietro Daryl, sembrano ormai vicini alla fine. Una reazione molto violenta di Rick però scongiura il pericolo, uccidendo tutti gli aggressori. Ricongiunti con Daryl i quattro arrivano a Terminus, ove si capisce fin da subito che la situazione puzza di marcio. E’ un vecchio orologio (appartenuto a Glenn) in tasca a un abitante del campo a far capire a Rick che qualcosa non va’ e innescare la sparatoria di turno. Purtroppo i nostri protagonisti sono troppo pochi e vengono guidati nella fuga dai colpi dei cecchini verso un container dove si trovano imprigionati  Glenn, Meggie e tutti quelli appartenenti al loro gruppo. Fine.

Non sappiamo dove è Beth, ne dove sono Carol e Tyreese. La serie evita di quadrare il cerchio e ridefinire i ruoli e lo status dei personaggi. Semplicemente si dimentica di loro, come si dimentica di approfondire cosa è Terminus e chi sono le persone che lo abitano (palesemente cannibali), rimandando tutti alla successiva stagione. Ormai non faccio che lamentarmi da settimane dell’idiozia di tutto questo e della stupidità con cui la storia viene scritta e inscenata. Il peso comincia a farsi gravoso e l’intento è quello di inneggiare a una conclusione che ponga fine a tutto questo macello. Il punto debole dello show è tutto nella storia poichè il montaggio, la credibilità degli zombie e le scelte registiche (soprattutto nell’uso della luce e dei colori) sono quanto di più apprezzabile. Manca però quel quid narrativo che favorisce l’empatia con lo spettatore e che per ora è affidato alle relazioni interpersonali esistenti tra i protagonisti. E’ assente uno punto focale, un’orizzonte narrativo fisso e immutato che muove e coordina tutti gli eventi, segno più che evidente di una mancanza di visione prospettica dello show nel lungo periodo. Purtroppo The Walking Dead è una serie remunerativa negli States e andrà avanti per ancora parecchie stagioni, scavando a fondo nella psicologia di ciascun singolo protagonista fino ad esaurirne l’appeal.