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Paranormal Activity 4 [Recensione]

Paranormal_Activity_4_2012Direttamente dalla serie  “Saghe cinematografiche che non hanno più nulla da dire” giunge per il mercato home video Paranormal Activity 4. Il quarto capitolo di una saga francamente senza ne capo ne coda ma che piace tanto agli americani, fa della noia la sua ragione d’essere nonché il suo leit motive. Un film inutile che si aggancia agli eventi narrati nel finale del secondo capitolo, quando il bambino Hunter viene rapito dalla zia Katy, una delle due sorelle indemoniate del terzo episodio. Trascorsi all’incirca 5 anni, il bambino è cresciuto e ora sa bene chi è e cosa vuole, andando a spargere il verbo del demonio che lo anima in giro per il vicinato. Incapperà in una simpatica e felice famigliola americana, che inaspettatamente darà ospitalità al piccolo Hunter che nel mentre ha cambiato nome in Bobby, giusto per non farsi  beccare dalle autorità.

Il film si rifà al found footage con cui è stato girato il primo capitolo, anche se qui la tecnica non è funzionale alla storia, anzi non ci appiccica nulla; pensare che ci siano due idioti che passano le giornate a girare con la videocamera riprendendo tutto è un atto criminale alla sospensione di incredulità. E i protagonisti fanno esattamente questo, giusto per giustificare come possa essere stato girato il film. Guardando il film è chiaro come la ripetitività nei vari sequel della medesima modalità con cui si mette in scena la presenza del demone ha snaturato del tutto la sua capacità di terrorizzare lo spettatore (sempre che l’abbia mai avuta), poichè oltre ad avergli appioppato un nome, Toby, si cede alla voglia di volerlo mostrare (seppur maldestramente) per dare quel tocco un po sci-fi alla pellicola.

 

 

In verità il primo capitolo funzionava per il fatto di non mostrare mai il demone, in quale veniva comunque inteso come alto, con gli zoccoli caprini, e fisicamente possente. Il risultato è una sequela di oggetti che si muovono, porte che sbattono, palle da basket che rotolano dalle scale e nebbie strane che si muovono di notte in soggiorno (uhhh che paura!). Il tutto condito dalle immancabili riprese notturne, che alla decima volta che le si vede si vuole francamente spaccare la tv per la noia estrema suscitata da ciò che accade (o che non accade). Non so se esisterà mai un quinto capitolo, ma credo che quella di Paranormal Activity sia una saga destinata a chiudersi molto presto, consumata e forse anche un po cannibalizzata dallo stile registico che l’ha contraddistinta e dal quale non può discostarsi, pena un pasticcio colossale che snaturerebbe anche la resa dei precedenti film. Voto a 1 a 10? 2. Fatevi due conti!