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He never Died

Trailer


Per la serie “film che guardo solo io” , vi presento He never Died. 

Se locandina non mi ispirò per nulla, la sinossi me lo fece snobbare pesantemente. Fu la disperazione data della noia, che mi spinse a guardarlo. Che dire, non so se sia stato per le aspettative particolarmente basse, ma non solo mi è piaciuto, l’ho particolarmente apprezzato!*

Una trama che a primo acchito potrebbe apparire banale, ma che di certo recupera nello svolgimento.


Henry Rollins è bravissimo nel dare corpo a Jack, un uomo impassibile, amante del bingo, con scarsissime interazioni e capacità sociali e una routine giornaliera che definire rigida è un eufemismo.

Ce lo mostrano così, preso dalle sue giornate e dai suoi ritmi sempre uguali. Momento sociale per eccellenza è la tappa alla tavola calda. Lì conosciamo Cara (Kate Greenhouse ), cameriera con una cotta per il nostro protagonista e la simpatica abitudine di infilarsi in relazioni disfunzionali. È una coprotagonista e spalla, con una verve comica che non scade nella stupidità. 

La chiave di volta per lo svolgimento del film, è l’ arrivo di una figlia 19enne (Jordan Todosey), che ci farà da guida nella vita di Jack.


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Diventerà il mezzo per scoprire il suo lato umano, sociale, ma soprattutto i suoi segreti, compreso l’uomo misterioso così tanto odiato.

Nonostante la violenza, credibile e bene calibrata, ci sono momenti in cui si sorride, non saprei se definirlo humor macabro, ma si sorride. Altro particolare che mi è piaciuto, è stata l’assenza di spiegoni o pipponi, che ultimamente tanto ammorbano film e serie tv.

Quel “in più” che vorremmo sapere su Jack, viene chiesto da una delle protagoniste. La risposta? <<Non mi va di parlarne>>. Come glissare con classe a domande alle quali lo sceneggiatore e regista Jason Krawczyk non ha saputo o voluto rispondere.

Chapeau.

Perché guardare questo film? Per il suo andare al di là della banalità, per saper far girare una storia attorno ad una persona che potrebbe sembrare la quintessenza della noia, ma nasconde succulenti segreti, per l’humor nero che aleggia per tutta la durata dell’opera. Perché per quanto tu possa essere diverso, in tutti i sensi, nessun uomo è un’isola.

In ogni caso, al contrario di quel che dico nella prima frase di questa recensione “film che guardo solo io”, questo film è stato guardato e apprezzato da altre persone, visto che verrà prodotto un telefilm. Spero che tutti gli attori e le attrici rimangano gli stessi e non mi dispiacerebbe rivedere alcuni dei personaggi secondari, compreso l’amico “monocolo” a causa di un incontro ravvicinato col protagonista.

da p


*Non era l’aspettativa bassa. L’ho rivisto altre 3 volte