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Dredd

Per chi scrive, Dredd è l’equivalente del pane e Nutella. C’è chi ha il cibo confort, io ho il film confort. Potete quindi ben capire perché la notizia di una petizione per la produzione della serie TV Dredd, mi abbia rischiarito la giornata. Se i/le fan di Firefly  e Veronica Mars hanno portato a termine l’impresa, non vedo perché non si possa riuscire anche questa volta.

All’epoca dell’uscita del film, i risultati al botteghino non furono quelli sperati, pertanto l’idea di commissionarne un seguito venne ben presto abbandonata. Allora perché la serie tv? Perché per qualche strano motivo, lo scarso successo in sala, fu accompagnato da un enorme successo nell’home media. Per chi non avesse visto il film, riprenderò alcuni dei punti principali.


dreddIn un futuro distopico, abbiamo un giudice tutto d’un pezzo, una recluta con superpoteri e una supercriminale. Potrebbe essere una roba vista e rivista, in innumerevoli salse, eppure funziona.

Funziona Karl Urban che recita solo con labbra e mento e da spessore al Giudice per antonomasia, funziona Olivia Thirlby che interpreta una Giudice Anderson rookie, funziona Lena Headey che interpreta una cattiva da “banalità del male”. Non ha bisogno di urlare, apparire pazza, o uscire dalle righe per dimostrare con quale violenza è riuscita a mettere in piedi il suo impero.

Come in un puzzle bene fatto i pezzi mano a mano vanno al loro posto, dandoci un bel quadro d’insieme. La crescita come Giudice di Anderson, va in parallelo con la sua crescita come persona, che acquista maggiore sicurezza in se e nelle sue capacità. Vediamo il rispetto di Dredd nei suoi confronti nascere e crescere.  Scopriamo come Mama, la supecriminale, sia riuscita a creare e preservare il suo impero, e perché sia tanto temuta. Non mancano battute che strappano un sorriso, grazie anche alla grande espressività di Urban. Le capacità psichiche di Anderson, sono “credibili” e ben utilizzata.


Secondo me, la protagonista indiscussa è comunque lei: Mega City one. Una degradata, sporca, enorme distesa di cemento e crimine che va da Boston a Washington DC . Sarà in uno dei mega condomini dell’immensa metropoli che prende vita il film.

Apprezzo l’aver svolto la storia in un luogo che potremmo definire claustrofobico: non puoi uscire, puoi solo salire e risolvere il problema per potertene andare. Ok, magari il paragone sarà un po’ azzardato, ma mi ha fatto tornare in mente The Precinct. Ecco, spero davvero che la serie tv venga prodotta e mi riporti all’interno di Mega City One, nei suoi mega condomini e tra i suoi abitanti. Spero anche che finalmente ci sia l’opportunità di approfondire e scoprire quegli aspetti dei personaggi che, per motivi di tempo, sono stati solo sfiorati nel film.