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This is the End [Recensione]

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E’ un’invasione aliena quella che colpisce Los Angeles proprio quando James Franco decide di dare la festa del secolo nella sua nuova super villa? La terra sta forse per saltare in aria grazie a cataclismi degni di un qualunque film di quel cacchio di Roland Emmerich? Sbagliato! E’ tutto merito dell’apocalisse, nel senso più biblico del termine, con fuoco ovunque e demoni che scorrazzano in giro per i quartieri losangelini  facendo a pezzi i pochi superstiti. Già ma chi sono i sopravvissuti a questo delirio da giorno del giudizio? Sono coloro che non si sono meritati l’assoluzione e che vengono relegati nel mondo, ormai diventato un angolo d’inferno.

Un’intuizione abbastanza geniale per imbastire un film in cui i protagonisti sono li per il solo fatto di essere dei peccatori a cui è stata negata la redenzione, e che dovranno fare un bel po di strada per arrivare a meritarsela. This is the End (Facciamola finita in Italia) è il film debutto di  Seth Rogen  alla regia, e come inizio non c’è male visto il successo al botteghino della pellicola. Costato a malapena 32 milioni di dollari ne ha incassati a fine corsa oltre 124, confermando il suo talento sia come attore che come regista/sceneggiatore. L’idea che forse più di altre colpisce è stata quella di mantenere l’identità anagrafica dei protagonisti, parodiando se stessi e spingendo al massimo i lati del proprio carattere. C’è Jonah Hill, ipocrita bonaccione dal cuore d’oro; c’è James Franco, cazzaro pieno di fisse sull’arte e l’arredamento casalingo; c’è Micheal Cera, strafatto di coca con perversioni alquanto fuori scala; c’è Seth Rogen, vigliacco e amante dell’erba; e c’è Jay Baruchel, un misantropo che vorrebbe solo essere a casa sua per sfondarsi di canne e videogiochi. E sono solo alcuni dei personaggi reali che vediamo: da Rhianna a Jason Segel, da Emma Watson a Danny Macbride a Paul Rudd. In pratica c’è un buon numero di attori lanciati dai film del regista Jude Apatow, e chi conosce anche solo parte della sua filmografia si divertirà a riconoscerli.

 

 

 

 

Il film eredita molto dell’umorismo tipico dei film di Rogen, in cui la negazione della maturità e la passione per la marijuana sono i leitmotiv ormai tipici della sua filmografia e che  vengono qui riproposti in termini di “strumenti di sopravvivenza”. Fuori di casa c’è il delirio? Sfondiamoci di canne  e speriamo che le cose cambino!! Una comicità che strappa sicuramente molte risate e che si accentua in alcuni momenti cruciali sfruttando le personalità di attori celebri come Emma Watson, la quale armata di ascia li deruberà di ogni goccia d’acqua nel momento in cui fraintenderà una conversazione del gruppo sul chi sarebbe stato il primo a stuprarla. Il lato tecnico del film è molto curato per essere una commedia; gli effetti speciali sono elaborati e convincenti, soprattutto nella rappresentazione dei demoni, fiammeggianti e incazzosi. Ovviamente anche nella messa i scena delle presenze demoniache non mancano i riferimenti comici: uno fra tutti i grossi peni di cui esse sono provviste. Probabilmente la CGI avrà consumato molta parte del budget a disposizione.

 

 

 

Nel finale succede ovviamente il delirio totale con l’entrata in scena di un gruppo musicale al quale i trentenni attuali sono sicuramente legati, e che daranno lustro alle loro “ageliche ugole” chiudendo il film con il pezzo che li ha resi celebri. This is the End è un film fresco, divertente e per nulla noioso, che amplifica sicuramente i suoi effetti su coloro che già conoscono per meriti attoriali i suoi  protagonisti, regalando quel senso di “riunione familiare” che io stesso ho provato e che è parte della sua formula vincente.